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Qualcuno ogni tanto si chiede perchè uso un nome a dominio tanto astruso.

Un po’ di storia

Qualche anno fa esisteva in Italia una strana organizzazione, chiamata Naming Authority (per gli addetti ai lavori, NA).

Per chi non lo sapesse, si trattava di una assemblea di persone che discutevano animatamente su una mailing list delle regole di registrazione dei nomi a dominio italiani, che si riunivano una volta all’anno per discutere di quello che avevano discusso durante l’anno sulla mailing list e per decidere chi dovesse far parte dell’assemblea. A quel tempo, per far parte dell’assemblea o si era un “maintainer”, ovvero uno di coloro che avevano un contratto con un istituto del CNR per registrare i nomi a dominio, oppure si era uno dei soci, qualifica che si otteneva per cooptazione dell’assemblea, in teoria dimostrando di essere interessati ai temi e qualificati per farne parte, in pratica venendo di persona e presentando la propria candidatura all’assemblea fisica annuale.

Io facevo parte della NA dall’inizio, avendo partecipato alla riunione fondativa a Milano (ed essendo uno dei “maintainer”).

Ed è proprio in una di queste discussioni via mailing list che, quando qualcuno propose di vietare la registrazione dei nomi a dominio con due trattini perchè si prevedeva di usare un prefisso contenente anche due trattini per rappresentare i nomi a dominio IDN (che in parole povere sono quelli con le lettere accentate o i caratteri cirillici), io espressi la mia contrarietà alla proposta, che reputavo troppo drastica. E nella discussione ricordo solo che feci come esempio la sequenza o–o, che sicuramente non sarebbe stata usata per gli IDN; e per rafforzare l’obiezione, registrai davvero quel nome a dominio (che voleva significare “guardate che sono un osso duro”, non vi sembra che o–o sia un osso? A me sì).

Non so perchè, ma mi ci sono affezionato e così, dopo mille traversie, è ancora qui con me.

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